mercoledì 27 giugno 2012

L’effetto serra? Colpa delle vacche. Non rispettano il trattato di Kyoto.




Con il Protocollo di Kyoto è stato firmato nel 1997 un trattato internazionale, riguardante il riscaldamento globale, entrato in vigore nel 2005 e prevede l'obbligo di ridurre, nel periodo 2008-2012, le emissioni a effetto serra.

L'effetto serra, si sa, è dovuto alla presenza nell'aria di alcuni gas, come il vapore acqueo, il metano, l'ossido di azoto, l'ozono, i clorofluorocarburi (CFC), (CO2) e… della flatulenza di tutti gli esseri viventi, diciamo la verità. La flatulenza è una miscela di gas (formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbiotici e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi) e di particelle aerosolizzate di feci rilasciata sotto pressione attraverso l'ano, generalmente associata a un caratteristico suono e un odore sgradevole... evitiamo tutta questa circonlocuzione e diciamo chiaro e tondo, per chiarezza e semplicità espositiva, accessibile anche ai meno esperti: gli scoreggi, per riassunto.

Diceva un Anonimo Francese, nel libro L’Arte di Petare: “Per viver bene, a lungo e in modo sano, è necessario che i venti fuoriescano dall’ano”, quindi, come si può dare torto alle vacche!

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un aumento imprevedibile della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera e tutti si sono domandati da dove potrebbero essere venuti tutti questi gas, peraltro, abbastanza puzzolenti. Era doveroso trovare un colpevole. Immaginate chi potrebbero essere? Gli umani? Niente affatto. Ammettere la fiatella è già abbastanza disagevole per l’umanità, più imbarazzante persino di fare coming out, di evadere le tasse, di rubare, di guardare Il Grande Fratello, Uomini e Donne di Maria De Filippi… figuriamoci riconoscere che siamo una fonte d’inquinamento atmosferico a causa delle nostre emissioni di gas… le “flatulenze”, appunto. Roba da umani sauropodi! Per intenderci.

Il colpevole. Troviamo il colpevole. Chi sarebbe mai?
Udite, udite… potrebbero essere proprio loro, le vacche, appunto! Loro non stanno rispettando il trattato di Kioto per niente. Noi, invece, SI’!
Non è da ridere. Il caso è diventato di ordine scientifico e stanno studiando con cura. Andando a esaminare le emissioni delle altre specie animali, gli scienziati hanno capito che, alla fin fine, la cosa più importante non è la specie, bensì la dimensione. Ufffff! Siamo salvi! (Per ora!)

Lo studio parte da una constatazione attuale: oggi gli erbivori (in particolare bovini e ovini) contribuiscono per il 30% circa a tutte le emissioni di metano della Terra. Il metano è un potente gas serra, con una potenzialità di riscaldamento globale 21 volte superiore a quella dell'anidride carbonica in un periodo di cento anni, ma di ben 56 volte maggiore se si considera un periodo più corto: venti anni. Attualmente il contenuto di metano nell'atmosfera è di circa 1,80 parti per milione, ma è in costante aumento e già oggi il metano è responsabile del 18% dell'effetto serra globale, provocato dalle attività umane. Il metano è un prodotto naturale della digestione delle piante nello stomaco degli erbivori e viene eliminato con le loro deiezioni. Ne hanno discussi gli esperti riuniti a Parigi al Congresso mondiale sulla carne.

Bene. Che fare? Marmitta catalitica nel sedere delle bestie e catalogarle in base alle emissioni inquinanti?
Sembrerebbe la soluzione. E’ doveroso, quindi, dotare le povere mucche di marmitta catalitica e catalogarle in base alle emissioni inquinanti. Gli piazziamo un bell’EURO4 nel sedere e avremo mucche euro 4, euro 5 e mucche verdi.
Dovranno fare le verifiche e il tagliando ogni due anni, come le vecchie auto e, se non a norma, saranno rottamate. Poi, quando la mucca diventerà veramente pazza, saranno c...zi nostri.

Secondo gli studiosi, Una mucca inquina quasi come un’auto. Produrre un chilo di carne col metodo tradizionale, dunque macellando capi allevati nei campi e all’aria aperta, genera lo stesso quantitativo di biossido di carbonio di un viaggio a quattro ruote fra Torino e Milano (120 chilometri circa). Un’analoga quantità di formaggio danneggia l’ambiente come una corsa dalla Mole a Vercelli (75 km), mentre con le emissioni provocate da mille grammi di maiale, si arriva dalle parti di Chivasso.

E non finisce qui. I dinosauri sono la causa primordiale dell’effetto serra.
I dinosauri sono una delle cause dell’effetto serra. Essi producendo metano e altri gas prodotti nel loro intestino con la digestione e dalle immense popolazioni di batteri che si trovano al suo interno, hanno inquinato l'ambiente tramite flatulenze (scorregge, ruttini, feci). Per affermare questo, ci sono state numerose ipotesi da parte di numerosissimi cattedratici: Graeme Ruxton, uno studioso di ecologia dell'Università di St. Andrews, in Scozia, David Wilkinson, studioso di biologia e paleoclimatologia ed Euan Nisbet, che studia i climi del passato.

Ci sono state numerose ipotesi sul numero di dinosauri esistenti e di quanti gas producevano. La loro conclusione è stata pubblicata da Current Biology. Affermava che i dinosauri hanno inquinato l'ambiente, producendo gas più di ogni altro elemento naturale o artificiale che oggi esiste sulla Terra. E non solo, i Dinosauri in passato, ma anche adesso le mucche, danneggiano l'ambiente a causa delle loro emissioni.
Dave Wilkinson, della John Moores University di Liverpool, spiega: Un semplice modello matematico suggerisce che i microbi che vivevano nello stomaco dei dinosauri sauropodi - e che consentivano loro di digerire le piante - possono aver prodotto una quantità di metano sufficiente da causare un impatto rilevante sul clima del Mesozoico. Ora un gruppo di scienziati inglesi propone su Current Biology, una nuova tesi legando le due cose, ipotizzando che sia stata proprio la presenza dei dinosauri, in particolare gli enormi erbivori, a provocare un'era dal grande caldo.
Secondo gli studiosi, i sauropodi (che avevano un peso di 20 tonnellate a esemplare) producevano 520 milioni di tonnellate di scoreg… humm… di metano l’anno. Un dato superiore al totale delle emissioni di metano attuali, sommando quelle prodotte dagli erbivori con quelle causate dall'attività umana.

Se dice che dal bovino non se spreca proprio niente. La mucca da sempre considerato un animale di grande aiuto per tutto il genere umano, infatti, da loro si ricava latte e carne e da sempre aiutano l'uomo nei campi di lavoro… ora, però, alcuni studiosi hanno messo alla gogna le povere bestie in quanto incolpate di generare, in quantità massicce, il dannoso "gas serra"! Ma, se ci pensate un attimo, non sarebbe difficile trovare una buona utilizzazione anche per le loro flatulenze!  

Ingegnosità Argentina – Un pallone nel sedere (delle vacche)!
Guillermo Berra, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola, afferma che il 30% delle emissioni di gas serra prodotte in Argentina potrebbe derivare dai bovini. La soluzione ha trovato alcune celebrità argentine che hanno così pensato di raccogliere le flatulenze delle mucche tramite un pallone di plastica, collegato ai “tubi di scappamento” dell'animale.
Misurando il contenuto dei palloni sono arrivati a stabilire che una mucca di 550kg emette ogni giorno dagli 800 ai 1000 litri di metano, gas 23 volte più dannoso per l’ambiente rispetto alla CO2.
Ed elli avea del cul fatto trombetta. (Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inf. XXI, 139)

Come fare, quindi, per ridurre le emissioni per niente Eco-sostenibile delle povere vacche (e non solo)?
Bisognerebbe quindi cambiare le abitudini alimentari dei bovini. Modificare la composizione del foraggio, per esempio, così da diminuire il processo di fermentazione nello stomaco dei ruminanti. Ci hanno provato qualche anno fa in Nuova Zelanda, che conta 35 milioni di ovini e 6 di bovini, ma con risultati abbastanza insoddisfacenti. Un’altra strategia potrebbe essere quella di utilizzare le deiezioni animali per produrre biogas e, di conseguenza, energia elettrica o termica, riducendo le emissioni e l’inquinamento. Quanto agli umani… è opportuno sapere che avere gas nello stomaco non solo è fisiologico ma soprattutto è naturale. L'effetto serra, quindi, è un fenomeno del tutto naturale che alcune attività dell'uomo (e delle vacche) hanno alterato.  Può darsi che l’emissione della flatulenza non sia per niente eco-sostenibile ma, come diceva Cippi su Peto Congelante, è il modo più ecologico per salvare da un incendio una foresta! 

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tec...500845d6.shtml, Internet.

Nessun commento: